Uno su Mille ce la Fa !

Questo post è Dedicato a chi sta affrontando una sfida enorme nella sua Vita

Voglio cominciare proprio così:

Se sei a terra non strisciare mai, se ti diranno “sei finito” non ci credere.

 

Non è che Gianni Morandi sia tutto questo gran popò di motivatore, però cavolo, in questa canzone è racchiusa un verità importantema solo per chi saprà coglierla.

 

Sono stato tutta la giornata presso un’ azienda siciliana che si trova a pochi km di distanza dalla mia città, Messina, dove, insieme al mio coach avevamo stilato un piano di risanamento aziendale.

 

Ad un certo punto, in macchina, di ritorno verso casa, mi torna in mente la canzone “uno su mille ce la fa !”

WOW: folgorato !

e così ho deciso di scrivere questo articolo.

Come uscire da una situazione che sembra senza via d’uscita?

 

Quante volte ci arrendiamo all’evidenza dei fatti?

Quante volte diamo per scontato che sia così?

In effetti in alcuni momenti ci può sembrare che la realtà sia sbagliata, ingiusta, a tratti crudele.

Non dobbiamo crederci.

E poi va bene “realtà”, ma quale?

 

Tutto quello che pensiamo del mondo non è altro che un nostro personalissimo ristretto e poco incisivo punto di vista. Non è la realtà.

 

Per questo dovremmo cominciare a dubitarne della veridicità, soprattutto quando fa comodo, ovvero quando non ci piace.

 

Dovremmo porci domande come:

  • “è veramente così?”
  • “ci sono persone che hanno affrontato questo problema, se sì, come?”

 

Il passato non potrà tornare uguale mai, forse meglio perché no, tu che ne sai?

Uno dei problemi che maggiormente riscontro quando parlo con i titolari di attività commerciali in declino che mi chiedono una consulenza, è l’ atteggiamento rivolto al passato.

 

Molte volte i nostri progetti non hanno un futuro semplicemente perché la nostra attenzione è rivolta al passato. Anch’io prima di appassionarmi alla crescita personale avevo un “focus nostalgico”, ce l’ho in parte anche adesso attenzione !

Mi piace ancora perdermi e ritrovarmi nei caldi ricordi di un tempo, però la nostalgia non mi blocca più perché la trasformo in quel che è: un bellissimo film.

 

Perdersi ogni tanto nei ricordi va bene, ma “non possiamo vivere nel passato” come direbbe quel vecchio Saggio bontempone di Rafiki:

 

Innanzitutto per 2 motivi:

 

Il passato non ha futuro.

Esistono solo le emozioni legate al passato. Pensare a “quello che sarebbe potuto accadere se” può causare davvero una grande frustrazione, quindi perché pensarci?

 

Non abbiamo potere sul passato, non c’è niente su cui possiamo incidere realmente, che possa indirizzare la nostra vita verso dei risultati diversi. Il terreno giusto è il presente. E poi:

 

Forse meglio perché no? Tu che ne sai?

Come diceva T. Terzani il giudizio è totalmente ininfluente, relativo, e spesso inutile.

Non sappiamo dove ci avrebbe condotto la vita se fosse andata così come noi volevamo che andasse.

 

Hai la certezza che sarebbe andata meglio?

No, non puoi averla, quindi smettila di pensarci 🙂

 

Non hai mai creduto in me, ma dovrai cambiare idea

Questo è un tasto molto delicato. Quante volte iniziamo un progetto carichi di entusiasmo e pieni di energie per poi spegnerci inesorabilmente al primo “non ce la farai mai” dei nostri amici o parenti?

 

Sai una cosa? Penso che abbiano ragione, e lo sai perché?

Perché loro conoscono quasi tutto di noi. Soprattutto le nostre debolezze.

Ci hanno visto milioni di volte cominciare qualcosa senza poi portarla a termine, ci hanno visto saltare i giorni di palestra, sgarrare con la dieta, rimandare l’esame al prossimo appello.

 

Però quel “quasi” viene in nostro soccorso. Cosa hanno conosciuto fino ad ora? Quello che noi gli abbiamo fatto vedere, ovvero un bambino capriccioso e frignone che al primo ostacolo molla tutto, che si arrende alla prima difficoltà, che non ha la forza di continuare se non viene stimolato e motivato.

 

E sai un’altra cosa?

Non devi prendertela assolutamente con gli altri se non credono in te. Non è compito loro.

 

Che tu creda in te stesso quando cento persone non ci credono e’ molto piu’ importante che cento persone credano in te quanto tu non ci credi.

Mark Fisher

 

Ti crederanno solo quando capiranno che fai sul serio.

Quando otterrai i risultati, quando nonostante tutto ti alzerai presto la mattina per curare quel progetto che è fermo da mesi o è solo nella tua testa, quando non salterai un giorno di palestra e soprattutto quando all’invito alla prossima rimpatriata al posto della carbonara ti mangerai 2 gallette di riso (Ti stimo già da adesso 🙂)

 

Mimmo Oteri

 

Come fare?

 

C’è una frase che viene in mio soccorso ogni qualvolta sto per mollare. Mi dà una motivazione incredibile che da sola basta per farmi spostare un autotreno con il freno a mano tirato !

 

Sono convinto che se cambiamo, il mondo è costretto a guardarci con occhi diversi.

Ma se non lo facciamo, il mondo avrà la soddisfazione di dire:

 

“Io te l’avevo detto !”

 

Cosaaaaa?!?! Ma non esiste proprio !

Nessuno si deve permettere di dirti queste parole !

Non i tuoi amici, non i tuoi genitori, non gli sconosciuti ! Nessuno.

 

Pensa e ripensa a queste parole ogni qualvolta la voglia di fare qualcosa che avevi promesso di fare non ti assale e la rimandite è più acuta che mai.

 

Permetterai a qualcuno di dire? “te l’avevo detto?”

No. Assolutamente. Neanche per sogno.

Non darò MAI a nessuno questa soddisfazione.

 

Bene ! così mi piaci ! Andiamo avanti 🙂

 

Ho perso tutto, ma ho ritrovato me

Scommetto che c’è una paura più delle altre che ti blocca maggiormente, quando sei di fronte al bivio “Sicurezza o rischio”

Scelgo il “Posto Fisso” ?

O Seguo le mie passioni?

 

C’è un esempio che mi viene in mente quando penso a quest’argomento. Non ridere, è serio davvero 🙂 ahah

 

Ci ho pensato qualche giorno fa perché ho portato la mia Shakya a fare la sterilizzazione e mi sono chiesto: perché gli uomini sterilizzano i cani?

Te la presento, eccola in profonda meditazione mentre raggiunge il consueto Stato di Illuminazione.

Sakya

Sakya

Ovviamente la risposta più semplice è che in questo modo si evita il randagismo e si evitano diversi tumori che potrebbero insorgere etc etc etc.

 

Quello che invece penso io, è che noi sterilizziamo gli animali perché non vogliamo avere NOI dei problemi, per avere appunto la sicurezza che vada tutto bene, senza “camurrie” diremmo noi a Messina.

 

Ecco, io penso che molte delle decisioni che prendiamo nascano da questo ragionamento.

Quante volte ci castriamo perché vogliamo vivere nella sicurezza?

Nella comodità di qualcosa di conosciuto, accettato e condiviso dalla maggioranza delle persone.

Quel SISTEMA GIUSTO che buon dio non smetterò MAI di combattere.

 

Abbiamo paura di intraprendere nuove strade perché abbiamo paura di perdere tutto.

Ma tutto cosa? Se ci guardassimo attorno scopriremmo di quanta miseria riempie le nostre vite ogni qualvolta ci costringiamo a fare qualcosa di cui non abbiamo completamente voglia e in cui non troviamo altro scopo se non quello di mero opportunismo.

 

“Non posso lasciare questo posto di lavoro, guadagno bene anche se non ho tempo di fare altro”

“Non lascio il mio ragazzo perché ormai stiamo insieme da tanto tempo”

“Ho trentanni, mi mancano 87 materie, MA il pezzo di carta è importante

 

Buon dio, Buon dio, Buon dio !!

Potrei morire.

Il coraggio più grande che si può avere è quello di mollare.

Mimmo

Non intendo rinunciare, intendo lasciar andare tutte quelle situazioni che ci provocano ansia, frustrazione, disperazione e infelicità perché non sono dettate dalla nostra parte più profonda, ma solo da condizionamenti esterni.

 

Quando ho deciso di lasciare la facoltà di Giurisprudenza, la parte più difficile non è stata comunicarlo ai miei, non è stato nemmeno pensare “E adesso”? NO.

 

La parte più sofferta è stata partorire la decisione, il resto è venuto da sé.

 

Da quel momento si sono sbloccate una serie di situazioni incredibili, alle quali non avrei mai pensato, le opportunità mi hanno trovato, non le ho dovute cercare. Mi sono saltate addosso. Come?

 

Semplicemente perché la vita ne è piena. Siamo noi ad avere il paraocchi.

Un mese dopo aver comunicato la mia decisione di lasciare l’Università:

 

– Mi sono Iscritto al “Master Formazione Formatori di Max Formisano”foto max 

 

– Ho Inventato un lavoro, che ho svolto per più di due anni, collaborando con un’azienda della mia città svolgendo un lavoro di leva con poco sforzo e grandi risultati.

 

– Ho Svolto lezioni teoriche e pratiche di risanamento aziendale presso uno dei coach migliori in questo settore.

 

In buona sostanza, chi vuò può, chi non vuò non può.

 

Ho perso “tutto”?

Ho perso “tutto” quello che ero prima certo. Altro che.

Ma ho ritrovato Me.

 

Non vedo l’ora di svegliarmi la mattina per andare in ufficio.

Non vedo l’ora di recarmi alle lezioni dal mio coach.

Non vedo l’ora di studiare la formazione.

 

Sono felice, sono estremamente felice.

È questo per me, è l’unica cosa che conta.

 

Uno su mille ce la fa !

Ta dan !

Or incomincian le dolenti note. Non c’è dubbio che chi lascia il certo per l’incerto non appartiene ad una maggioranza, semmai ad una minoranza dapprima osteggiata e in seguito osannata.

 

Questa contraddizione è sotto gli occhi di tutti.

A scuola studiamo le opere di grandi trasgressivi ed “evasi dal sistema”.

Li ammiriamo, li stimiamo, ne apprezziamo il genio MA quando si tratta di prendere il loro esempio ci tiriamo indietro.

 

Caravaggio oltre che evasore dagli schemi è stato anche evasore di prigione.

Ugo Foscolo non ha vissuto un giorno normale nella sua vita.

D’annunzio ha disertato qualsiasi regola gli si presentasse davanti.

 

Fino ai giorni nostri:

I Rolling Stones non mi sembrano tutti questi gran conformisti.

E Steve Jobs non mi sembra si sia omologato al pensiero altrui:

Think Different per l’appunto.

 

E ADESSO?

 

Devi credere assolutamente che quell’ “uno su mille che ce la faSEI TU.

Sì esatto.

Chi ti ha detto di no? Conosci il futuro? Se dici di sì e che non sarai tu quell’uno su mille, allora sei presuntuoso perché non sai dove ti porterà la vita insieme al suo infinito groviglio di rocambolesche situazioni !

 

Questa convinzione è ostacolata da un’altra, ovvero spesso pensiamo “ma chi sono io per farlo?” oppure “eh va beh, ma quello era Einstein, Picasso, Steve Jobs, CHI SONO IO?

 

Invece hai le stesse identiche probabilità di riuscire che hanno gli altri, devi solo rendertene conto. Lascia che ti dica una cosa, anzi no, te la faccio dire da Lui:

 

 

RICORDA: Ogni singolo instante della tua vita stai scrivendo la tua storia

 

Sei tu che hai in mano la penna, nessun’altro.

Non il governo, non la tua famiglia, non la città in cui vivi. Solo tu.

Cosa scriverai sul quaderno della tua vita?

Ancora meglio, cosa scriverai sul quaderno della tua morte?

 

“Qui giace Pinco Pallo, visse una vita così così, sposò una donna così così, ebbe un lavoro così così e morì così così”

 

Oppure?

 

Voglio lasciarti con questa domanda. Spero ti aiuti a riflettere come ha aiutato me.

 

 

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Mimmo Oteri

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