Le Aquile non Volano a Stormi: impara a riconoscere un comportamento asociale da uno che non lo è: Ecco due Grandi Differenze.

 

Come diceva il mio grande maestro Terzani, la lezione è dentro di noi. Per questo possiamo imparare da qualunque evento della nostra vita. Siamo noi che gli diamo un senso. E sempre per questo motivo possiamo trarre esperienza da qualunque situazione perché non è all’esterno che va cercata la risposta, ma all’interno.

Ciò che è fuori è anche dentro; e ciò che non è dentro non è da nessuna parte. Per questo viaggiare non serve. Se uno non ha niente dentro, non troverà mai niente fuori. È inutile andare a cercare nel mondo quel che non si riesce a trovare dentro di sé.

Tiziano Terzani

 

Per scrivere questo articolo ho preso spunto da una meravigliosa canzone di Battiato dal titolo “Le Aquile non volano a stormi”. Voglio dire la mia su quello che a volte viene scambiato per un comportamento “asociale” ed è invece, secondo me, uno degli atteggiamenti più profondi del genere umano.

 

Te la ripropongo di seguito:

Aquila o Papera?

Come dicevo in apertura un comportamento solitario viene a volte scambiato per un comportamento asociale. Secondo me le situazioni vanno distinte perché non c’è nulla che possa dimostrare l’esatta corrispondenza tra l’amore per la solitudine e l’asocialità.  

 

Per quanto mi riguarda mi ritengo un lupo solitario. Amo passare giornate intere a fare le “mie cose”. Scrivere, leggere, studiare quel corso, vedere quel seminario, inventare, fantasticare, immaginare, programmare sono le mie attività preferite. Il mio pane quotidiano. Un modus vivendi composto da azioni prettamente mentali.

 

La fatica del corpo non mi interessa. La mia mente vuole essere allenata. Se non svolgo almeno una di quelle azioni che ho descritto sopra mi sembra di aver sprecato la giornata.

Tutto questo ovviamente ha un prezzo. Io, per natura, sono portato a sacrificare le mie relazioni. Ho amici che vedo una volta al mese se mi va bene e amici che non vedo per anni.

 

Ma il punto è questo: c’è qualcosa di altamente virtuoso nel frequentare perennemente, assiduamente, ossessivamente amici e conoscenti?

Mimmo Oteri

Secondo me no e almeno per 2 motivi:

 

1) Sei una Brocca Piena?

Non c’è dubbio che all’interno di gruppi di amicizia le persone si sentano al sicuro. Sembra quasi che la vicinanza ad altre persone possa riempire un vuoto. Un vuoto interiore.

 

Non serve andare lontano. Prendiamo ad esempio una situazione semplice come quella dei gruppi adolescenziali. I ragazzi mostrano all’interno della propria famiglia uno spirito di ribellione innato, a volte sovversivo dello status quo MA appena escono dal guscio familiare che fanno?

 

Si identificano in una tribù che per ragion d’essere induce i propri componenti a degli atteggiamenti omologanti:

Stesse scarpe, Stessi hobby, Stessa musica, Stesso sport, Stessi luoghi di ritrovo etc etc.

Questo perché?

Perché non essendo ancora formato il carattere, non essendo ancora “pieno” ha bisogno di riempirsi, di identificarsi con l’esterno.

Ma da Adulti?

Da adulti basta. Dobbiamo essere già formati. Già pieni. Già completi.

Non voglio dire che chi frequenta spesso gruppi di amici non sia centrato interiormente.

 

Voglio dire esattamente l’opposto:

Chi non ama la solitudine, e necessita la compagnia per poter stare sereno, tranquillo e appagato, cerca solo di fuggire da se stesso.

 

È solo nella solitudine che scopriamo chi siamo veramente. È quando abbassiamo il rumore di fondo della nostra vita, senza distrazioni, che piano piano qualcosa sussurra alle nostre orecchie. Una voce “silenziosa”, limpida, chiara, che riempirà a poco a poco la Brocca della nostra realizzazione fino a farci divenire “completi”.

 

Solo allora possiamo buttarci nel mondo. Perché non avremo “bisogno di”:

 

Non ci tufferemo in una nuova relazione amorosa perché ne abbiamo bisogno, ma solo perché l’abbiamo scelto.

Non frequenteremo quelle persone perché ne abbiamo bisogno, ma solo perché lo abbiamo scelto.

Non ci inginocchieremo perché così è la vita, ma sceglieremo come disegnare la nostra vita.

 

Voglio spiegartelo con un esempio:

Le Aquile non Volano a Stormi

 

Sono un mostro ad usare Paint 🙂 #Ciaone Photoshop !

 

Dicevo: Chi non sa stare da solo, non è veramente libero. Sarà sempre schiavo di quella cosa, persona, situazione che riempie la sua vita.

Una dipendenza emotiva che alla lunga gli costerà cara ma che adesso sortisce i suoi effetti palliativi.

La solitudine invece, è libertà.

Un giorno anche noi diventiamo adulti, e scopriamo che la solitudine, quella vera, scelta consapevolmente, non è una punizione, e nemmeno una forma morbosa e risentita di isolamento, né un vezzo da eccentrici, bensì l’unico stato davvero degno di un essere umano. E a quel punto non è più tanto difficile da sopportare. È come poter vivere per sempre in un grande spazio e respirare aria pura.

Sándor Márai

 

 2) Il Silenzio al Nulla

Come ha detto una volta il grande Montemagno in uno dei suoi video che io adoro di più:

“Quante volte ci considerano Asociali,

perché al posto di parlare del nulla preferiamo starcene zitti?”.

 

Una sera ero ad un compleanno. Il figlio di un mio carissimo amico, dopo aver cenato, invece di andare a giocare con altri bambini, improvvisamente si addormenta. Suo padre mi ha spiegato così la sua reazione: “Non ha trovato stimoli, a lui gli devi dare qualcosa di interessante da fare, correre insieme agli altri non gli interessa”.

 

Esatto ! Cavolo!

Non voglio dire che un bambino a questa età non dovrebbe giocare e divertirsi con gli altri. Tra l’altro è un bambino normalissimo. Gioca, scherza e ride come tutti, ma quella sera no.

Mi ha colpito molto questa scelta perché proviene appunto da un bambino, privo di ogni costrizione sociale. Lui non doveva dimostrare niente a nessuno e ha proteso per essere se stesso. Meglio dormire.

 

La solitudine è la sorte di tutti gli spiriti eminenti: talvolta essi ne sospireranno, ma la sceglieranno sempre come il minore di due mali.

Arthur Schopenhauer

È difficile trovare Aquile intorno a te e quando sei al tavolo con le papere hai due scelte: Starnazzare insieme a loro, oppure tacere. Ecco, io scelgo la seconda.

 

Potranno scambiarci per asociali è vero, ma chi se ne importa.

Non lo siamo affatto, basta osservarci quando incontriamo un’altra aquila:

Come ci comportiamo? Cosa facciamo? Chi siamo?

 

Per quanto mi riguarda io parlo ininterrottamente, ore e ore e ore e ore… discutendo di quegli argomenti che ai più non interessano affatto:

Storia, religione, biologia, economia, finanza personale, crescita spirituale…

Ore e ore e ore e ore…

 

Quindi la questione secondo me è questa:

Non sei asociale, è che ciò che ti stimola, ciò che ti interessa, ciò che ti entusiasma è molto raro. Perciò quando trovi un’ aquila… non fartela scappare.

 

FINE.

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Mimmo Oteri

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