Accontentarsi nella Vita

Perchè Accontentarsi nella Vita non può Essere una Soluzione

Hai mai letto questa notizia?:

 

Daniele Doronzo, 17 anni, voleva diplomarsi un anno prima. Ma, nonostante la sua carriera liceale, al quarto anno i docenti gli hanno abbassato la media. Il motivo: “Ci sfidava, il nostro compito non è promuovere i talenti ma educarli

 

Aspetta, te la ripeto:

 “Il nostro compito non è promuovere i talenti ma educarli”

 

Quanta verità nasconde questa frase sul sistema scolastico italiano e in generale internazionale. Appena l’ho letta mi sono saltati i nervi del condizionamento (ammesso che esistano) .

 

Educazione o Edu-castrazione?

 

Un voto non può decidere chi sei, certo è vero. Però a volte può condizionare le scelte di tutta la vita. Chiedilo a chi non ha ottenuto il 7 in pagella come Daniele, caso raro, che rischiava di non entrare al CERN in Svizzera o a chi , caso ordinario, per pochi punti non ha passato e tuttora non passa i test delle facoltà a numero chiuso.

 

Tutto questo per chi ? Per cosa soprattutto?

La frustrazione che si prova è enorme, la tua vita prende una direzione totalmente diversa a causa di questi problemi. Poi ovviamente c’è gente che si accontenta:

 

“Non sono entrata a medicina? Va beh pazienza, frequenterò scienze dellabiologiamolecolaredeinanidellagroenlandia”

 

Buon dio quanti ne ho conosciuti ! scendere a patti con la vita, che cosa triste, che arresa alla vita. Però sempre meglio (o meno peggio)  di altri, sicuramente i peggiori:

 

“Se non entro a Medicina, mi iscrivo a Giurisprudenza”

 

BOOOOM !

Questi, te lo chiedo come favore personale, non li frequentare nemmeno. Se li incontri cambia strada, sono come la peste. Gente che è disposta  a tutto pur di diventare qualcuno, gente che ha scambiato l’essere con l’avere, che giudica le persone in base ad un titolo di studio, in base allo stipendio che hanno, in definitiva in base al ruolo che occupano in società senza ricordare che

 

Non è il ruolo che fa l’uomo. È l’uomo che fa il ruolo

P. Borsellino

 

Sono due categorie diverse. I primi li chiamerei gli “Accontentatori”, ovvero quelli che si accontentano di qualsiasi cosa, basta entrare nel SISTEMA GIUSTO e far felici tutti, genitori, insegnanti e amici, fuorchè loro, si capisce.

 

I secondi invece, li chiamerei gli “Stipendiatori”, ovvero quelli che “quello che faccio faccio, basta che lo stipendio sia alto”.

 

Questo articolo è dedicato agli “Accontentatori”, per gli altri invece, non c’è speranza.

Dico davvero, smettete di leggere questo articolo, sul serio.

Via da questo blog che già comincia a puzzare di “ticagosolosehaiisoldite”.

 

Mimmo Oteri

Dicevamo 🙂

Secondo me queste due categorie di soggetti sono il frutto di un sistema scolastico che,  fammelo dire con una nota ripetuta e sdolcinata, tarpa le ali e non consente assolutamente il proliferare dei talenti perché appunto il suo compito non è promuoverli ma “educarli”.

 

Bisogna allora che ci mettiamo d’accordo sul significato di questa parola, secondo me troppo abusata da chi intende veicolare il proprio messaggio a discapito dei suoi allievi, ammaestrandoli più che educandoli.

 

Adesso perdonami la parentesi latina. Giuro, la smetto subito 🙂

 

Alloooooooora:

 

Da dove deriva la parole E-ducare?

 

Dal latino “E” : ovvero Da, provenire da etc

E da “duco” : ovvero Condurre.

 

Quindi vuol dire che i nostri insegnanti ci prendono da un luogo (materiale, mentale, spirituale) e ci conducono in un altro. PUNTO.

 

Ma non ci dicono se il “luogo” dove ci hanno condotti è migliore o peggiore di quello in cui eravamo prima. È qui la truffa. Il loro compito è solo quello di E-ducar-ci. Passare una serie di informazioni che a loro è stata passata in precedenza da insegnanti a cui era stata passata in precedenza da altri insegnanti.

 

Ma in tutto questo passare di informazioni si sono dimenticati un piccolo e non poco insignificante problema:

 

La mia felicità, la mia libertà, il mio talento dove si collocano in tutto questo?

 

Abbiamo lezioni di storia, geografia, italiano, latino, scienze della terra e non abbiamo lezioni di felicità, passione e talento.

 

Come se l’unico scopo dell’educazione scolastica fosse prepararti solo ed esclusivamente (e spesso pure male) all’ Università e non all’ Università della vita.

 

Ma cosa me ne faccio di 4 lauree e 12 stipendi se poi sono infelice?

Se quell’unico talento che avevo lo sto sprecando perché devo fare altro?

Devo alzarmi la mattina presto per correre in ufficio, passare 2 ore in macchina e 10 davanti un computer e soprattutto in una stanza a cui non serve appendere le grate alle finestre per capire che è una cella.

 

BASTA

Smettiamo di dare importanza a cose che la nostra Anima nemmeno considera. Alla fine della vita ti chiederai se sei stato felice, se hai utilizzato a pieno il talento che ti ha donato la vita, NON se hai ottenuto quella promozione o se hai vissuto in una villa con piscina.

 

Quello che voglio dire è:

Non scendere a patti con nessuno, né tantomeno con la tua vita”.

 

Riparare verso qualcosa che assomiglia a quello che vuoi fare non ti darà la felicità, ti darà solo l’illusione momentanea di aver risolto il problema, ma dopo la tua Anima URLERÀ dalla disperazione e dal dolore e saboterà tutti i tuoi progetti.

Credimi andrà tutto storto, solo perché non hai dato ascolto a quella vocina che ti diceva “Molla tutto e Seguimi”. Tranquillo, non è Gesù.  🙂

 

COSA FARE?

Per rispondere a questa domanda ci viene in soccorso la “Serenity Prayer” del teologo Reinhold Niebuhr.

 

Dio Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare le cose che posso,
e la saggezza per conoscerne la differenza.

 

BREVE PARENTESI:

Questa frase viene erroneamente attribuita a decine di autori diversi e anche il contenuto varia a seconda di chi la pronuncia. Per esempio una volta ho visto uno speciale su Robbie Williams. Prima di qualsiasi concerto lui riunisce tutti i suoi collaboratori e insieme decanta questa preghiera, solo che al posto della parola Dio lui mette la parola “ELVIS” !

🙂 che figata !

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Perdonami la digressione 🙂

 

Dicevo. A volte non riusciamo a capire, o perlomeno io non riuscivo a capire, se sull’obiettivo che mi ero prefisso dovevo intestardirmi fino a raggiungerlo costi quel che costi oppure accettare la realtà dei fatti così com’era.

 

Non è facile ovviamente. Però ho capito una cosa, o almeno,  penso di averla capita e voglio condividerla con te.

 

Riconosci il muro che hai davanti

La vita non è sempre rosa e fiori è vero, però non è nemmeno una guerra personale, un campo di battaglia dove misurarsi con scontri all’ultimo sangue o all’ultimo esaurimento nervoso.

 

Non deve andare certamente tutto liscio, ma buon dio non ci devono essere muri alti 15 chilometri dinanzi a noi.

E poi voglio dire, se il muro è alto, dipende soltanto da quanto vogliamo quell’obiettivo, perché più è forte il nostro desiderio di realizzare quel sogno più noi saremo ALTI di fronte quel muro e ci apparirà talmente BASSO da non avere problemi nel superarlo. Perché? Semplicemente perché abbiamo dato ascolto alla nostra passione e seguito i nostri talenti.

 

Chi ha un perché per vivere per può sopportare quasi ogni come.

F. Nietzsche

 

A quel punto, il muro ci sembrerà una staccionata che scavalcheremo semplicemente con un salto alla “Olio Cuore” 🙂

 

 

Quello che voglio dire è:

Il muro è dinanzi a noi per dimostrarci quanto è importante l’obiettivo, è vero, e l’ ho già scritto. Ma è anche vero che più alto ci appare quel muro, più probabilità ci sono che quell’obiettivo non sia veramente Nostro con la lettera maiuscola.

 

Lo puoi superare lo stesso? Certo che puoi ! Ma non ti godrai MAI l’unica cosa che conta veramente: il viaggio.

Sarai sfinito, frustrato, incattivito dagli eventi e cosa che più conta infelice.

 

E ADESSO?

 

Lascia perdere chi ti vuole e-ducare trascurando il tuo talento. Non lo vuole fare emergere. Lo vuole svalutare e sottovalutare. Come ha detto il prof.re di Daniele Doronzo, non è loro compito farlo emergere.

 

Non dare importanza a titoli di studio, ruoli aziendali o stipendi.

Dai importanza solo alla tua voce interiore. Poggia i piedi bene a terra, saldali, non fare voli pindarici. Sii concreto, gli hippie sono finiti da tempo e non gli è andata poi così bene.

 

Prendi Mio Nonno per esempio: AHAHAHAHAHAHA 🙂

vecchio hippie

 

Uno dei motivi per i quali l’Ideologia Hippie non è sopravvissuta è questo:

“Tanta fuffa e poca carne al fuoco”

 

INVECE

Io desidero con tutto il cuore che tu divenga un sognatore ancorato alla terra, talmente concreto da trascinarti il pianeta intero verso i tuoi sogni

Mimmo

 

P.S.

Vuoi sapere com’è andata al geniale Daniele Doronzo?

Non si è arreso al 7 in fisica e in condotta. Ha mandato centinaia di email ai responsabili del Cern e alla fine è stato accolto un po’ per sfinimento un po’ perché è veramente geniale come dimostrano gli studi a cui ha partecipato (fonte Repubblica). Unico italiano. Unico 17enne. Unico non ancora diplomato. Hanno premiato il suo talento, non la sua pagella.

Per caso vuoi sapere dov’è adesso?

In America. A San Francisco e si è anche ritirato da scuola.

7 in pagella? Ma va va va.

 

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